È in corso alla Galleria d’arte Goldoni di Livorno una esposizione “Antologia Duemilaundici” dedicata alla pittura labronica e toscana del Novecento. Costituita da alcune delle più importanti ed interessanti opere che in questo anno Massimo Padovani ha reperito e riunito nella sua galleria, la mostra è corredata da un catalogo che propone una quarantina di [...]
Fino al 2 ottobre il museo di arte contemporanea e del Novecento propone al pubblico, al piano superiore, una selezione di opere che, attraverso linguaggi, tecniche e temi a volte contrapposti, delinea un percorso artistico e temporale, che si snoda dagli anni ‘40 alla fine del Novecento: un “piccolo” tesoro che permette al visitatore di [...]
Una selezione molto articolata e originale di opere provenienti dalla collezione VAF-Stiftung è al centro della mostra “Percorsi riscoperti dell’arte italiana nella VAF-Stiftung 1947 – 2010”, a cura di Gabriella Belli e Daniela Ferrari, in programma al Mart di Rovereto dal 2 luglio al 30 ottobre 2011.
La mostra si divide in due percorsi distinti: [...]
Ferdinando Chevrier nasce a Livorno il 6 gennaio del 1920. Comincia ad interessarsi alla pittura fra il 1934 e il 1936 frequentando lo studio del pittore post-macchiaiolo Renuccio Renucci. Nel 1946, dopo la pausa della guerra che lo vede impegnato sul fronte greco-albanese, Chevrier torna a dipingere e si iscrive alla scuola d’Arte “Amedeo Modigliani” diretta da Voltolino Fontani.
Il suo esordio pubblico risale al 1948, quando espone le sue prime opere di chiara ispirazione neocubista in due mostre collettive a Bottega d’Arte di Livorno. AI passaggio del nuovo decennio, Chevrier abbandona la figurazione per abbracciare un tipo di astrazione geometrica caratterizzata da un marcato senso del movimento dato dal rapporto fra la forma in superficie e il fondo che l’accoglie.
Nel 1950 Chevrier entra a far parte del M.A.C. (Movimento Arte Concreta) seguendo di poco il pisano Gianni Bertini ed il pistoiese Mario Nigro. I sei anni di militanza nel M.A.C. riservano a Chevrier molte importanti occasioni espositive. Nel febbraio del 1950 espone, presentato in catalogo da Gillo Dorfles, alla libreria Vallerini di Pisa. Nel 1951 partecipa alla mostra “Arte Astratta e Concreta in Italia” alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e a due collettive del M.A.C., una a Milano e una a Torre Pellice (3° mostra d’Arte Moderna Art-Club Torino); invia le sue opere al “Premio Golfo della Spezia” e alla “VI Quadriennale d’Arte” di Roma. Partecipa inoltre alle mostre: Mezzo secolo d’Arte Toscana Palazzo Strozzi Firenze, Galleria “Numero” Firenze, 30 Anni Bottega d’Arte Livorno. AI 1951 risale inoltre una importante mostra personale, allestita alla libreria “Salto” di Milano, sede storica del M.A.C.
È significativo per Chevrier, in questo periodo, l’incontro con il mercante Bruno Giraldi. La mostra antologica che il pittore allestisce nel marzo del 1952 nelle sale della Galleria Giraldi a Livorno, segna infatti l’inizio di una felice e quasi trentennale collaborazione fra i due. Dal 1955-56, sciolti i legami con il M.A.C, Chevrier indirizza le sue ricerche pittoriche verso la poetica, allora molto diffusa in tutta Europa, dell’ “Informale”; concentrandosi sull’espressività del gesto e della materia.
Chevrier, per tutti gli anni Sessanta e Settanta, è presente in molte rilevanti mostre in Italia e all’estero. Espone all’Arte actual por el movimento artistico del Mediterraneo (Malaga- Siviglia-Barcellona-Valencia-Madrid). Espone alla rassegna della pittura italiana a Bat Yam nel 1961; tiene tre mostre personali in gallerie pubbliche e private del Lussemburgo (nel 1963, nel 1965 e nel 1969), e di Parigi (nel 1965). Nello stesso periodo partecipa a prestigiosi premi (al “Premio Modigliani – Città di Livorno” nel 1957 e nel 1958; al “Premio del Fiorino” a Firenze nel 1966;……).
Nell’aprile del 1960 fonda il circolo ricreativo “la Strega” insieme ai concittadini Jean Mario Berti ed Elio Marchegiani, con i quali, già l’anno prima, aveva dato vita ad un sodalizio artistico, battezzato dalla critica “I tre dell’Astrattismo”.
Nel 1974 Chevrier si trasferisce a Milano e vi rimarrà fino al 2004. Fra il 1980 e il 1990, quando il suo linguaggio artistico ha raggiunto ormai la piena autonomia, Chevrier tiene molte esposizioni collettive e personali, tra le quali tre antologiche, a Como (Galleria d’Arte Il Salotto), a Gallarate (Civica Galleria d’Arte Moderna) e a Milano (Centro d’Arte Cultura e Costume).
Nel 2002-2003 il Comune di Livorno gli dedica una importante esposizione antologica intitolata “Vivere l’immaginario”. La sua produzione artistica all’insegna di un “informale segnico” con connotazioni futuriste ed organiche (la velocità ed il movimento nelle sue composizioni sia geometriche che informali) caratterizza la sua singolare produzione artistica.
Muore il 31 Luglio 2005 nella sua casa di Livorno.
Sul lavoro del maestro Chevrier tra gli altri anno scritto :
L.Caramel, A.Veca, G.DiGenova, P.Perrone Burali, N.Miceli, M.Corniati, F.Russoli, M.Landi, L.Bernardi, L.Cavallo, M.Radice, A.Capitanio, C.Olivieri, E.Di Sacco, M.Patti, F.Meneguzzo, R.Barletta, I.Cabutti, S.Zanella, M.Bignardi, P.Bonfiglioli, M.Agnelini, M.Moretti, R.Ferrario, F.Cagianelli, N.Vernizzi, G.Manfredini.